Il parere dell'esperto

Il prof. Ario Cecotti
Il prof. Ario Cecotti,
ex CNR Ivalsa è uno dei più qualificati esperti internazionali nella ricerca sismica

Cosa direbbe a tutti i tecnici, architetti e ingegneri che hanno pregiudizi nei confronti del legno?

Pregiudizi fondamentali sono quelli degli inizi del 1900 fino ad anche 20 anni fa: il legno è un materiale che brucia, è un materiale che si rompe facilmente, è un materiale che marcisce facilmente. Ecco, oggigiorno i progressi sono tanti e tali che possiamo costruire strutture che non bruciano e che resistono agli incendi, strutture che resistono ai terremoti e strutture che non marciscono e durano centinaia di anni. E questo grazie al legno, che è sempre il solito materiale e nasce nei boschi qui intorno, così come è sempre nato, ma anche grazie all'uomo che ci ha messo l'ingegno, l'inventiva, ha fatto delle nuove scoperte che ci hanno permesso di progredire.

Secondo lei cosa bisognerebbe fare in Italia per far capire l'importanza del legno?

È necessaria la formazione. Finché il legno non tornerà ad essere insegnato nei corsi di ingegneria, come fanno nel resto di Europa e nel mondo, è impensabile un cambio di mentalità. Attualmente in Italia ci sono solo alcune eccezioni. Ora c'è una nuova normativa italiana e quindi sono sicuro che i miei colleghi si adegueranno e ricominceranno a insegnarlo, così come si faceva nel 1951, dove c'era un corso chiamato legno, ferro e cemento armato.

Resistenza al fuoco

La prova del fuoco

D’istinto quante persone, rispondendo ad una domanda secca, preferirebbero il legno a cemento e ferro come materiale favorito in caso di incendio? Molto poche, sicuramente. Ciò sta a dimostrare quanto siano radicati i pregiudizi e quanta fatica costi provare a sradicarli. Perché, alla prova dei fatti, il legno sa come giocarsela contro le fiamme. E, seppure fumante e bruciacchiato, ne esce vincitore!

Pochi sanno infatti che, in caso di contatto diretto con il fuoco, è solo la parte superficiale del legno a bruciare. Al suo interno si forma uno strato protettivo che rallenta notevolmente il procedere del fenomeno combustivo. Una delle aziende Lignius recentemente ha organizzato delle prove di resistenza al fuoco che hanno dato risultati a dir poco sorprendenti. La prova è stata organizzata all’interno dell’Istituto Europeo sul Legno a Vienna, uno dei più rinomati enti di ricerca del settore in tutta Europa.

Il test ha dimostrato, oltre ogni ragionevole dubbio, che gli edifici realizzati in legno hanno caratteristiche meccaniche di resistenza al fuoco nettamente migliori rispetto agli edifici costruiti in edilizia tradizionale, ovvero utilizzando materiali come cemento e acciaio. Durante il test una parete in legno, sul lato interno dell’edificio, è stata sottoposta ad un incendio durato oltre 2 ore. La temperatura all’interno dell’involucro ha toccato un picco di 1075°.

Nonostante queste condizioni estreme, all’esterno della parete la temperatura in superficie oscillava tra i 14° e i 24° e la temperatura dell’aria si assestava attorno agli 11 gradi. In caso di intervento dei vigili del fuoco la bassa temperatura avrebbe permesso un intervento senza rischi.

All’interno, dopo oltre due ore di incendio, la parete non aveva minimamente perso le proprietà statiche, con una temperatura oscillante tra gli 80 e i 96 gradi. Gli unici due componenti da sostituire erano la lastra di cartongesso e quella in lana di legno cementizzata. Un risultato decisamente sorprendente per chi è ancora legato ai luoghi comuni. Per tutti, invece, la conferma di come l’edilizia sostenibile di qualità sia in grado di offrire livelli di sicurezza elevatissimi non solamente per quanto riguarda la resistenza sismica, ma anche in caso di incendi molto gravi.

Legno

In caso di incendio sulla superficie del legno si forma uno strato carbonizzato con bassissima capacità conduttiva al calore e conseguente effetto rallentante sulla combustione.

Contrariamente a molti materiali considerati “buoni”, il legno è un elemento che brucia, ma mantenendo inalterata la sua struttura molecolare. Il materiale mantiene una buona capacità isolante al calore e non cede di schianto e senza preavviso. La superficie carbonizzata rallenta il propagarsi della combustione. Il legno è pertanto in grado di resistere in modo deciso e prolungato agli incendi.

Acciaio

Se sottoposto a un drastico aumento della temperatura, come nel caso di un incendio, l’acciaio subisce una rapida perdita della sua stabilità. 

Sebbene l’acciaio sia classificato come materiale da costruzione non infiammabile, senza adeguate protezioni il suo tempo di resistenza al fuoco è di brevissima durata. 

A causa della sua alta conducibilità al calore, dopo soli 5 minuti di esposizione al fuoco l’acciaio raggiunge circa i 500°. Questa rappresenta la cosiddetta temperatura critica per questo materiale. Dopo 10 minuti di incendio la costruzione in acciaio collassa su se stessa come un castello di carte. L’acciaio si dilata di circa 0,012 mm per ogni metro di lunghezza e grado di temperatura. Ciò significa, in caso di temperatura a 500°, un allungamento di 6 mm al metro. 

In caso di incendio si tratta di una pressione non sopportabile da alcun materiale.

Cemento

A causa della sua composizione il cemento è classificato come materiale da costruzione non infiammabile, pur contenendo al suo interno il pericoloso acciaio. La capacità conduttiva al calore del cemento è di 2,1 W/mk, contro i 60 W/mK dell’acciaio, fattore da non trascurare in presenza di componenti in cemento armato e, in particolare, in calcestruzzo precompresso. 

Foto: resistenza al fuoco

Parete lato esposto al fuoco
Parete lato esposto al fuoco
Parete lato non esposto al fuoco
Parete lato non esposto al fuoco
Trave portante in acciaio collassata dopo un incendio
Trave portante in acciaio collassata dopo un incendio