Le origini riscrivono il futuro

2020 La casa a prova di futuro

Le origini riscrivono il futuro

Il pianeta cambia. I suoi paesaggi naturali, ma anche le sue città. E, assieme ad esse, anche il nostro modo di intendere lo spazio. L’edilizia del futuro dovrà essere sempre più attenta ad evitare gli sprechi: di spazio, di energia, di materiali. Chi sceglie la bioedilizia parte con notevole vantaggio. Una posizione di forza destinata a rafforzarsi ulteriormente nei prossimi anni e mette al sicuro il vostro investimento.

Un’edilizia nuova

Materiali naturali. Oculata gestione dell’energia. Componentistica e impiantistica frutto delle più attuali ricerche in campo tecnologico. La casa del futuro è una sintesi perfetta di natura e modernità. Antico e nuovo. In questo processo di rapida metamorfosi, il legno gioca il ruolo da protagonista assoluto. Le case costruite con i materiali tradizionali é in battuta d'arresto. Strette tra concezioni tecniche superate e normative internazionali che impongono una drastica stretta ai consumi energetici delle abitazioni, le case “vecchio stile” sono in crisi. Il legno, al contrario, gode di ottima salute e considerazione. Sempre più architetti si aprono all’approccio green. Le case sostenibili escono dalla nicchia dell’abitazione uni- o bifamiliare per crescere in altezza e dimensioni. Cinque, dieci, venti piani: nelle grandi città è sempre più normale imbattersi in edifici in legno che svettano sulle abitazioni circostanti.

A caccia di spazio

Le città contemporanee hanno fame di spazio. Ogni metro quadro conta per l’architettura moderna: progettisti e tecnici devono costantemente ripensare modalità e processi per sfruttare lo spazio urbano al meglio. Nei centri storici, ma anche nelle fasce intermedie e periferiche delle città di oggi, le aree sono ormai quasi tutte edificate od occupate da strade, parcheggi, zone verdi tutelate. I pochi spazi residui hanno costi molto elevati, ed è pertanto opportuno sfruttarli al massimo. Ecco perché i progetti architettonici tendono a svilupparsi sempre più in verticale. Ma questa corsa alle altezze non è ad esclusivo appannaggio di cemento e mattoni. In gara è entrato anche un altro, agguerritissimo concorrente: il legno. Grazie alla sua leggerezza, questo fantastico materiale è perfetto per le sopraelevazioni di edifici preesistenti e non incide sulla statica. In pochi giorni è possibile elevare di uno o due piani un edificio in totale sicurezza con spazi di cantiere ridottissimi ed impatto inquinante, in termini di sporcizia e rumore, assolutamente trascurabile.

E’ addirittura stato possibile costruire un edificio in legno sospeso nello spazio tra due grattacieli. Insomma, in quanto a versatilità e originalità delle soluzioni, il legno è difficilmente battibile. Ma la carenza di spazi non è un problema solamente esterno. Anche dentro le case, di dimensioni sempre più piccole, saper sfruttare lo spazio in modo ottimale è diventato un dovere. Costretti in metrature sempre più esigue, arredatori e designer devono dare fondo a tutte le loro capacità creative per escogitare soluzioni originali e a prova di spreco. Gli appartamenti moderni sono un inno allo sfruttamento dello spazio. In pochi metri quadri è possibile inserire funzionalità e arredamenti fino a qualche anno fa assolutamente impensabili. E anche qui il legno è tra i materiali preferiti per versatilità ed estetica. Lavorabile in mille modi diversi, è in grado di cambiare pelle con facilità, assicurando anche all'abitazione più piccola comfort abitativo e naturalezza.

Il 2020 è qui

A partire dal 2018 tutti gli edifici pubblici dovranno essere costruiti ad emissione quasi zero. Due anni più tardi, nel 2020, l’obbligo si estenderà anche a tutti gli edifici privati. Questo è quanto prevede la direttiva 2010/31 della Comunità Europea sulle prestazioni energetiche degli edifici. Una rivoluzione che cambierà completamente volto al settore dell’edilizia in Europa. Del resto con i problemi ambientali non si può scendere a patti. L’inquinamento derivante dall’esteso consumo di energia prodotta da fonti non rinnovabili sta irrimediabilmente degradando la qualità di vita in ampie zone del pianeta. Ed il settore edile dà, purtroppo, il suo generoso e non richiesto contributo. Attualmente nell’Unione Europea gli immobili assorbono circa il 40% del consumo totale di energia: una quota enorme. La direttiva europea vuole porre un deciso stop a questa situazione, imponendo agli edifici di attingere esclusivamente a fonti rinnovabili per il loro funzionamento quotidiano.

Il 2020, però, non è una data remota, persa in un futuro ancora indistinto. Mancano meno di quattro anni alla svolta, meno di due per le strutture pubbliche, e chi non si farà trovare pronto entro i termini previsti avrà i suoi bei grattacapi. Si troverà a proporre edilizia fuori mercato. Strutture sorpassate dal progresso. Case vecchie. C’è però chi, di fronte a questa importante scadenza, non avrà nulla da temere, perché già ben oltre i requisiti previsti dalla nuova norma. E’ il settore dell’edilizia sostenibile, dove l’approccio green al costruire è parte integrante della filosofia di fondo. In una casa prefabbricata in legno l’energia arriva dai pannelli fotovoltaici installati sul tetto, che convertono in energia elettrica il calore del sole. L’aria negli spazi interni è sempre pulita e salubre, grazie agli impianti di ventilazione meccanica controllata che filtrano accuratamente polveri e particelle dannose. Le antiestetiche muffe sono un ricordo del passato grazie all'assenza di ponti termici ed alle pareti ad elevato potere isolante, che mantengono gli ambienti sempre caldi durante l’inverno e rigorosamente freschi nei mesi estivi evitando fastidiosi ed energivori sbalzi di temperatura.

Chi opta per una casa sostenibile sceglie di entrare oggi nell’abitare di domani. E lo fa passando dalla porta principale.