La casa a consumo zero

Oggi il risparmio energetico è diventato il tema per eccellenza in tutti i settori industriali e soprattutto nell’edilizia: basti pensare che in Europa più del 40% dell’energia globale viene consumata per il riscaldamento e la climatizzazione  delle abitazioni ad uso civile.

Se i consumi energetici crescono a ritmi vertiginosi, in maniera altrettanto esponenziale aumentano in tutto il mondo i costi dell’energia, anche per la progressiva ed inesorabile riduzione delle risorse provenienti da fonti fossili, come il petrolio ed il gas. Questo significa in primo luogo che diventa fondamentale il tema dell’efficienza energetica. Per questo l’Unione Europea ha imposto nuove e più severe regole per i futuri costruttori di case private e pubbliche: la direttiva Europea 2010/31/CE impone che tutte le nuove case private costruite dal 1 Gennaio 2021 in poi debbano essere edifici con un consumo energetico quasi zero. E per le strutture pubbliche tale limite scatta dal 2018.

In Italia dal 1 gennaio 2012 è obbligatorio attestare la classe energetica di tutti gli edifici presenti sugli annunci commerciali. E’ chiaro quindi che la chiave per migliorare l’ambiente, e soprattutto per determinare costi più bassi dell’energia dipende da come verranno costruite le case del futuro. In questo senso le abitazioni con tecnologia prefabbricata in legno oggi si trovano sicuramente in una posizione di netto vantaggio per quello che riguarda l’efficienza energetica, puntando con decisione verso la costruzione e la diffusione su larga scala di case a consumo quasi zero.

In ogni casa l’involucro determina le basi per calcolare l’efficienza dell’abitazione: se non si costruiscono pareti, solai e tetto con ottimi valori di isolamento termo-acustico, è inutile progettare impianti sofisticati per la generazione di energia. Sarebbe come continuare a riempire d’acqua un secchio pieno di fori. La tecnologia di prefabbricazione delle case in legno consente invece di lavorare per garantire il calcolo esatto dell’isolamento, attraverso la produzione industriale che certifica la qualità direttamente in azienda. Negli stabilimenti tutta la produzione avviene sempre in condizioni ottimali e quindi con il controllo continuo della qualità. Più alto è il grado di prefabbricazione, più alto è lo standard qualitativo.

Un ottimo isolamento consente di gestire meglio l’equilibrio delle temperature interne in un abitazione, per garantire la percezione termica che determina una sensazione di benessere. Le ricerche delle più prestigiose università al mondo e gli studi compiuti dagli architetti più affermati stanno sviluppando soluzioni sempre più efficienti da adottare sulle strutture in legno, così da ottimizzare le caratteristiche che già oggi rendono questa tecnologia la più virtuosa nel settore dell’edilizia.

La voce della sostenibilità

Norbert Lantschner
Norbert Lantschner
Presidente Fondazione ClimAbita
già ideatore di CasaClima

Qual è la filosofia che anima la Fondzione ClimAbita?

L’uomo quando pensa all’abitare ha bisogno di una dimensione emotiva e non solo di tecnologia. Posso avere un edificio che è dotato di tutte le soluzioni più avanzate per quanto riguarda il risparmio energetico ma può essere un bunker che non ha neanche una finestra. Cerchiamo di ricollegare l’uomo con la natura, questo è uno dei principi chiave della nuova edilizia.

Qual è il ruolo della certificazione ClimAbita?

Purtroppo l’uomo non ha i raggi X per vedere la qualità di una costruzione: una volta finita una casa guardiamo semplicemente un intonaco, un colore e magari valutiamo il design, ma ciò che determina il valore energetico ed il benessere abitativo non è possibile riconoscerlo semplicemente osservando. Per questo serve maggiore trasparenza nel progettare e costruire case. Quella di ClimAbita è una certificazione ambientale a 360° che fa riferimento a 4 macrosettori, ovvero energia, materiali, salubrità e habitat.

La Fondazione ClimAbita si propone come interlocutore per le istituzioni, quali sono i principi da comunicare oggi?

E' ancora difficile far comprendere che l'energia più intelligente è quella non consumata. Efficienza e risparmio dovrebbero essere messi in cima a tutto, prima della produzione e degli impianti con la loro regolazione. L'obiettivo è abbassare il fabbisogno energetico fino ad azzerarlo: l'edificio deve diventare una struttura autonoma, un insieme che non consuma più energia, che anzi produce energia per coprire altri fabbisogni.