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Affitti: facciamo chiarezza sulla cedolare secca

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Vediamo insieme di cosa si tratta, come funziona e quando va pagata, avvalendoci del contributo di Paolo Calderone dell’Agenzia delle Entrate

Hai sentito parlare di cedolare secca, ma non sai di cosa si tratta? Oppure sai cos’è ma vorresti più dettagli su come funziona? Lascia che ti spieghiamo tutto, avvalendoci anche di un chiarimento dell’Agenzia delle Entrate.

La cedolare secca sugli affitti è un’imposta che sostituisce, oltre all’Irpef e alle addizionali regionale e comunale, le imposte di registro e di bollo.

È un regime facoltativo. La scelta della cedolare secca implica la rinuncia alla facoltà di chiedere, per tutta la durata dell’opzione, l’aggiornamento del canone di locazione, anche se è previsto nel contratto.

Ma quando va pagata la cedolare secca? Una contribuente che percepisce gli affitti dallo scorso mese di luglio chiede all’Agenzia delle Entrate se può pagare l’imposta direttamente con il modello 730 da presentare nel 2020.

Risponde Paolo Calderone (Agenzia delle Entrate)

Chi sceglie la cedolare secca deve versare l’imposta nei tempi e con le stesse modalità previste per l’Irpef, vale a dire in acconto e saldo. Per il primo anno in cui si dà in locazione un immobile l’acconto non è dovuto, poiché manca la base imponibile di riferimento, cioè l’imposta sostitutiva dovuta per l’anno precedente.

Nel caso della contribuente che ha posto il quesito, pertanto, il saldo dell’imposta per il 2019 (pari al 21% o al 10% del canone annuale di locazione, a seconda che si tratti di contratto libero o a canone concordato) sarà pagato nel 2020.