Le energie rinnovabili potrebbero essere la chiave per ridurre i costi energetici e accelerare la transizione, ma in Italia qualcosa sembra inceppato. Tra iter complessi e autorizzazioni che si accumulano, centinaia di progetti restano sospesi, rallentando un cambiamento che appare sempre più urgente. Quali sono i veri nodi che bloccano il settore?
Secondo l’ultimo report di Legambiente, a gennaio 2026 si contano 1.781 progetti legati alle rinnovabili ancora in fase di valutazione. Di questi, circa il 70% non ha ancora superato l’istruttoria tecnica VIA PNRR-PNIEC. A questo si aggiungono 160 interventi in attesa del via libera della Presidenza del Consiglio e altri 88 fermi per verifiche del Ministero della Cultura e degli enti territoriali competenti in materia di tutela.
Non mancano casi simbolo che evidenziano le criticità del sistema. Tra questi, un impianto eolico da 23 MW previsto in un’area già compromessa tra cava ed ex discarica ad Ariano Irpino, respinto per vincoli archeologici, e il progetto Med Wind da 2,8 GW tra Marsala e Favignana, ancora bloccato nonostante una valutazione ambientale positiva e il consenso del territorio.
Il rallentamento emerge anche dai numeri: nel 2025 i nuovi progetti sottoposti a VIA sono diminuiti del 75% rispetto all’anno precedente. Un dato che allontana l’Italia dal target di 80.001 MW installati entro il 2030, mentre alcune misure normative continuano a favorire il gas rispetto alle fonti pulite.
“Il settore va sostenuto, non rallentato. Servono regole chiare, tempi certi e più sì dalle soprintendenze”, sottolinea Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente.
L’associazione individua dodici priorità per sbloccare il comparto: tra queste, l’accelerazione delle decisioni ministeriali, la semplificazione degli iter autorizzativi, il riutilizzo di aree già degradate e un maggiore coinvolgimento delle comunità locali.
Gli esempi positivi in materia di energie rinnovabili
Nonostante le difficoltà, emergono segnali incoraggianti. Il report cita, ad esempio, il parco fotovoltaico di Cancello ed Arnone, sviluppato salvaguardando una villa romana, e il Tyrrhenian Link di Terna, collegamento sottomarino strategico che consentirà di integrare circa 1.000 MW di energia rinnovabile, con quasi 480 km di cavi già installati.
A livello europeo, il 2025 ha segnato un passaggio storico: per la prima volta eolico e solare hanno superato le fonti fossili nella produzione elettrica. In questo contesto, l’Italia contribuisce con 65,7 TWh annui di energia pulita, pari al 7,8% del totale europeo. Un traguardo importante, che conferma come gli obiettivi al 2030 siano raggiungibili, a patto di superare gli ostacoli burocratici e rendere più efficienti i processi autorizzativi.
