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Immobiliare: gli ultimi dati sul mercato della casa vacanza

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Il mercato immobiliare delle seconde case cresce nel 2025: scopriamo trend, tipologie più richieste e percentuale di acquirenti italiani e stranieri

La casa vacanza è un’opportunità concreta per chi vuole combinare relax e investimento immobiliare. Dalle località balneari alle mete di montagna, il mercato mostra segnali di vitalità, con acquirenti motivati a trovare il rifugio perfetto o a puntare su immobili da affittare nei periodi liberi. Ma quali tipologie e fasce d’età guidano questa tendenza?

Secondo l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, il trilocale si conferma la scelta preferita, con il 33,4% delle transazioni, seguito da abitazioni indipendenti e semindipendenti (27,6%) e bilocali (22,3%). Rispetto al 2024 cresce la quota dei trilocali (da 31,8% a 33,4%) e diminuisce leggermente quella delle case indipendenti (dal 29,4% al 27,6%).

A guidare il mercato sono soprattutto acquirenti tra i 45 e i 54 anni (29,2%), con una leggera crescita rispetto all’anno precedente, seguiti dai 55-64enni (28,7%). Notevole anche la tendenza a comprare senza mutuo: l’85,3% delle compravendite è effettuato con risorse proprie, mentre solo il 14,7% è supportato da finanziamento, in aumento rispetto al 13,4% del 2024.

Cresce anche l’interesse degli acquirenti stranieri, che arrivano al 15,9% del totale, superando i livelli storici. Tra i principali buyer figurano tedeschi, austriaci, francesi, inglesi, americani e compratori dell’Europa dell’Est, attratti dai prezzi più contenuti e dalla qualità del territorio, non solo nelle località più note ma anche nell’entroterra.

Casa vacanza in montagna

Nelle località montane, il 44,3% delle compravendite riguarda case vacanza. Il trilocale domina anche qui (40%), seguito dal bilocale (22%) e dalle soluzioni indipendenti o semindipendenti (18%). Cresce l’interesse per i quattro locali, passati dal 4,2% al 10% delle transazioni.
Chi compra in montagna ha mediamente tra i 35 e i 44 anni (31,4%), seguito dai 45-54enni (27,5%), e in larga parte appartiene a famiglie (88,2%). Anche qui la maggioranza delle operazioni si chiude senza mutuo (84,3%), mentre il finanziamento cresce al 15,7% rispetto all’8,3% del 2024. La quota di acquirenti stranieri, pur rimanendo minoritaria, arriva al 5,9%.