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Legambiente sta con Greta. Ecco come bisogna agire

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L’attivista svedese chiede di salvare il clima e fermare la febbre del pianeta, dando un futuro e nuove speranze ai giovani. Legambiente traduce l’appello in azioni concrete

L’appello della piccola Greta Thunberg e di chi manifesta con lei non deve cadere nel vuoto. Lo sostiene, tra gli altri, anche Legamebiente. L’attivista svedese chiede di salvare il clima e fermare la febbre del pianeta, dando un futuro e nuove speranze ai giovani.

Gli ambientalisti italiani chiedono al Governo azioni concrete, come l’approvazione entro l’anno di un Piano energia e clima più ambizioso di quello inviato a Bruxelles, l’eliminazione dei sussidi alle fonti fossili (quasi 19 miliardi di euro all’anno), l’incentivazione delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, la promozione della mobilità sostenibile, la rigenerazione urbana per liberare le città anche dallo smog, l’nnovazione industriale.

I quattro temi chiave secondo Legambiente

Le azioni, secondo Legambiente, devono avere al centro quattro temi chiave: energia e clima, mobilità sostenibile, industria innovativa, rigenerazione urbana partendo proprio dalle città che sono il cuore della sfida climatica. Qui si produce la quota più rilevante di emissioni ed è qui che l’intensità e la frequenza di fenomeni meteorologici estremi sta determinando danni crescenti, mettendo in pericolo vite umane e provocando gravi danni a edifici e infrastrutture. Per questo è importante ripensarle e ridisegnarle in una chiave sostenibile: le metropoli di domani per Legambiente devono essere innovative e sostenibili con zero consumo di suolo, con sempre più spazi pedonali e boschi urbani, mobilità dolce e a zero missioni, rigenerazione e riqualificazione urbana, efficienza energetica e rinnovabili.

Il pensiero del presidente Ciafani

“La marea di ragazzi scesi in piazza al fianco di Greta - ha dichiarato il Presidente di Legambiente Stefano Ciafani - ci ricorda ancora una volta che non ci sono più alibi e che è ora il tempo di agire. Serve la volontà e il coraggio di intraprendere davvero questo cambiamento green, a partire dal Def, e una svolta nelle politiche di riduzione delle emissioni di gas serra e dello smog causati dai combustibili fossili, perché ad essere in pericolo è la salute del pianeta, i polmoni e il portafoglio dei cittadini. In questi anni su alcuni fronti l’Italia, come ad esempio nella lotta all’inquinamento da plastica, è stata in prima linea e ha fatto scuola, ora dimostri di voler fare altrettanto anche nella lotta ai cambiamenti climatici per fermare la febbre del pianeta e liberare le città dallo smog”.

“Negli ultimi 15 anni - continua Ciafani - l’Italia ha finalmente iniziato a modificare il suo sistema energetico ma in maniera non ancora adeguata alla sfida dei cambiamenti climatici. Oggi produciamo un chilowattora elettrico su tre da fonte rinnovabile grazie alla diffusione dei pannelli fotovoltaici sui tetti, delle pale eoliche sui crinali delle montagne, delle centrali idroelettriche e degli impianti a biomasse e a biogas. Ma continuano ad esserci centrali a carbone come a Brindisi, Civitavecchia, La Spezia e Monfalcone da chiudere al più tardi entro il 2025 o impianti termoelettrici che bruciano gas fossile. La decarbonizzazione e l’economia circolare non sono più ricette ambientaliste ma gli obiettivi delle politiche europee al 2030. Il Governo Conte abbia il coraggio in primis di eliminare i sussidi alle fonti fossili e di mettere davvero al centro della sua agenda politica la ricetta per liberarsi dallo strapotere delle fonti inquinanti”.

“I ragazzi scesi in Piazza del Popolo - conclude Ciafani - pretendono da chi oggi è nella stanza dei bottoni responsabilità, coraggio e risposte adeguate. Perché non c’è il tempo per diventare grandi e farlo loro. Spetta agli adulti, a partire da chi governa il Paese. Conte, Di Maio e Salvini diano una risposta concreta a chi è sceso oggi in piazza con Greta”.