Il mercato dei terreni torna sotto i riflettori e lo fa con un quadro tutt’altro che lineare. Nel terzo trimestre del 2025 emergono segnali contrastanti che raccontano un settore in movimento, capace di alternare rallentamenti improvvisi e accelerazioni sorprendenti a seconda delle aree e delle tipologie. Un contesto che continua a offrire spunti interessanti per investitori e operatori, ma che richiede una lettura attenta dei numeri per coglierne davvero le traiettorie.
Nel periodo luglio-settembre sono stati scambiati circa 28.300 ettari, dato che segna una lieve flessione dell’1,5% rispetto allo stesso trimestre del 2024. Dietro questo arretramento si nascondono però dinamiche territoriali molto diverse. Il calo è trainato soprattutto dal Centro, che registra una contrazione a doppia cifra (-14%), seguito dalle Isole (-1,9%) e dal Sud (-1%). In controtendenza, il Nord Est continua a distinguersi con una crescita sostenuta (+11,4%), mentre il Nord Ovest mostra un incremento più contenuto (+0,9%). Nonostante la flessione, il Sud resta l’area con la maggiore incidenza sul totale nazionale, sfiorando il 30% delle superfici scambiate.
La parte più consistente del mercato resta quella dei terreni agricoli, che rappresentano oltre il 93% degli scambi complessivi. In questo segmento si registra una riduzione del 2,2%, che interrompe il trend positivo del trimestre precedente. La contrazione è particolarmente accentuata nel Centro (-15,9%) e nel Nord Ovest (-1,6%), mentre il Nord Est conferma un andamento positivo (+12,2%). Il Sud si mantiene sostanzialmente stabile e continua a detenere la quota più ampia di superfici agricole compravendute, pari a circa il 30%. Dal punto di vista degli acquirenti, le persone fisiche restano prevalenti, con circa il 68% delle operazioni e una superficie media di 0,9 ettari per atto, contro i 2,33 ettari medi acquistati dai soggetti non fisici.
Il punto sui terreni edificabili
Scenario diverso per i terreni edificabili, che mostrano segnali di vitalità. Le superfici scambiate superano i 1.300 ettari, con una crescita del 9,8% e un peso pari a circa il 7% del mercato fondiario complessivo. Anche in questo caso il Sud guida la distribuzione delle superfici, con circa un quarto del totale, ma l’andamento territoriale è disomogeneo: forti aumenti nel Centro (+44,4%) e nel Nord Ovest (+24%), a fronte di cali nel Nord Est (-4,5%) e nel Sud (-5,7%). Le Isole, invece, segnano un incremento dell’8,8%. In questo segmento sono soprattutto le persone non fisiche a dominare gli scambi, coprendo circa il 70% delle superfici, con una dimensione media di 0,51 ettari per atto, contro gli 0,13 ettari delle persone fisiche.
Tutti questi dati sono contenuti nell’ultima edizione delle Statistiche Trimestrali dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, che offre una fotografia aggiornata e dettagliata dell’evoluzione del mercato fondiario nazionale.
