La geotermia, ovvero l’utilizzo del calore naturale della Terra per produrre energia o climatizzare edifici, sta vivendo una fase di forte crescita in Italia. Geotermia
Con il 2026, il quadro normativo è stato profondamente aggiornato grazie a una serie di decreti che semplificano autorizzazioni e procedure, con l’obiettivo di accelerare la transizione energetica e ridurre le emissioni.
Vediamo nel dettaglio cosa cambia.
Il nuovo quadro normativo: cosa è cambiato davvero
Il punto di svolta è rappresentato dal D.M. 2 aprile 2026 (cosiddetto “Decreto Sonde Geotermiche”), che aggiorna le regole già introdotte dal D.Lgs. 190/2024 (Testo Unico Rinnovabili). ()
Le principali novità:
- Riduzione dei regimi autorizzativi a tre categorie principali:
- attività libera
- PAS (Procedura Abilitativa Semplificata)
- autorizzazione unica ()
- Maggiore uniformità normativa a livello nazionale
- Digitalizzazione delle pratiche tramite piattaforma SUER
- Semplificazione per piccoli impianti domestici e aziendali ()
Obiettivo: rendere più veloce e prevedibile l’installazione degli impianti geotermici.
Impianti geotermici: quando serve l’autorizzazione?
Una delle innovazioni più importanti riguarda la distinzione tra attività libera e PAS, basata su potenza e profondità delle sonde.
1. Attività libera (zero autorizzazioni)
Puoi installare un impianto senza permessi se:
- potenza < 50 kW
- profondità:
- fino a 80 m (verticale)
- fino a 2 m (orizzontale) ()
È sufficiente inviare una comunicazione semplificata entro 5 giorni dall’attivazione.
2. PAS – Procedura Abilitativa Semplificata
Serve una procedura più strutturata quando:
- potenza < 500 kW
- profondità:
- fino a 250 m (verticale)
- fino a 3 m (orizzontale) ()
La comunicazione deve essere inviata prima dell’inizio lavori.
3. Autorizzazione completa
Per impianti più grandi o complessi (es. geotermia profonda o con prelievo di fluidi), restano necessari:
- VIA (Valutazione Impatto Ambientale)
- autorizzazioni più articolate ()
Focus: geotermia a bassa entalpia (la più diffusa)
Le nuove norme si concentrano soprattutto sulla geotermia a bassa entalpia, cioè quella utilizzata per:
- riscaldamento
- raffrescamento
- acqua calda sanitaria
Questi sistemi funzionano senza estrarre fluidi dal sottosuolo, ma solo scambiando calore tramite sonde.
Per questo motivo:
- non sono soggetti alla normativa mineraria
- hanno iter autorizzativi molto più semplici ()
Requisiti tecnici e obblighi
Il decreto 2026 introduce anche regole tecniche più precise:
- distanza minima dai confini: circa 4 metri per sonde verticali ()
- uso di materiali a basso impatto ambientale
- obbligo di indagini geologiche per impianti >50 kW
- installatori certificati (norme UNI) ()
Queste misure servono a garantire sicurezza e sostenibilità degli impianti.
Aree idonee e vincoli
Il quadro normativo include anche:
- definizione di aree idonee alle rinnovabili (iter più rapido)
- divieti in alcune zone sensibili (es. siti UNESCO) ()
Perché queste nuove regole sono importanti
Le nuove normative puntano a:
- ridurre la burocrazia
- accelerare la diffusione delle rinnovabili
- migliorare l’efficienza energetica degli edifici
In Italia, dove la geotermia ha una lunga tradizione (ad esempio nell’area di Larderello), queste semplificazioni possono aumentare significativamente l’adozione della tecnologia. ()
Conclusioni
Il 2026 segna una vera svolta per la geotermia in Italia:
- procedure più snelle
- regole più chiare
- maggiore incentivo agli impianti domestici e aziendali
Se stai pensando a un impianto geotermico, oggi è il momento giusto: la normativa è finalmente più accessibile e favorevole.
