Chiusa la COP23 sul clima. Il pensiero di Legambiente

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“L’Europa definisca, nei prossimi mesi, una strategia per zero-emissioni entro il 2050. L’Italia dimostri di essere all'altezza di ospitare la COP26”.

Per Legambiente la conferenza sul clima di Bonn (COP23), a due anni dall’Accordo di Parigi, ha registrato alcuni passi in avanti, ma è ancora molta la strada da percorrere per tradurre la promessa di Parigi in realtà. Servono fatti e scelte concrete e un ruolo da leadership da parte dell’Europa.

“L’accordo raggiunto oggi a Bonn, e che include non solo la revisione degli impegni di riduzione delle emissioni ma anche il sostegno finanziario ai paesi poveri colpiti dagli impatti dei cambiamenti climatici in corso, - spiega la Presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni - si limita solo all’avvio del processo di revisione degli impegni. L’azione concreta dovrà essere presa alla COP24 del prossimo anno a Katowice in Polonia. Per questo nei prossimi mesi servirà ancora molto lavoro sul testo negoziale concordato, in modo da poter adottare a Katowice le linee guida finali secondo quanto previsto a Parigi. L’Europa deve dimostrarsi all’altezza di questa sfida e definire sin dai prossimi mesi una strategia per zero-emissioni entro il 2050, in modo da poter avere tutti gli strumenti a disposizione per rivedere l’attuale impegno di riduzione del 40% al 2030, aumentandolo in coerenza con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Nel frattempo, vanno rivisti i target proposti per rinnovabili ed efficienza energetica in discussione nell’ambito del pacchetto Clima-Energia 2030, in modo da poter facilitare la revisione dell’attuale impegno di revisione delle emissioni”.

E sulla proposta fatta a Bonn dall’Italia di voler ospitare nel 2020 la COP26, la Presidente Muroni afferma: “L’Italia dimostri con coerenza e impegni concreti di essere all'altezza di ospitare la COP26 - a partire da una più ambiziosa politica di riduzione delle emissioni nazionali – dimostrando finalmente di voler giocare un ruolo di primo piano, insieme ai paesi più avanzati come Francia e Germania, nel consolidamento della leadership europea nell’azione climatica globale”.