Quando un contratto di affitto viene registrato oltre i termini previsti, il contribuente può essere chiamato a versare una sanzione. L’importo da corrispondere, tuttavia, non è sempre uguale e varia anche in funzione delle modalità con cui è stata assolta l’imposta di registro.
L’Agenzia delle Entrate ha fornito indicazioni specifiche per chiarire come calcolare le somme dovute nelle diverse situazioni. Vediamo dunque cosa ha risposto il Fisco al quesito sottoposto da un contribuente.
La risposta di Andrea Santoro su FiscoOggi
Con il chiarimento fornito con la risoluzione n. 56/2025, l’Agenzia delle entrate è intervenuta in materia di tardiva registrazione dei contratti di locazione di immobili urbani di durata pluriennale, precisando i criteri da adottare per il calcolo delle sanzioni. In particolare, viene previsto che per le locazioni per le quali sia stata scelta la modalità di pagamento annuale dell’imposta di registro, la sanzione va calcolata sull’imposta dovuta per la prima annualità. Se invece l’imposta di registro è stata versata in unica soluzione all’atto della registrazione, la base di calcolo della sanzione è riferita all’imposta dovuta per l’intera durata contrattuale. In questa ipotesi l’obbligazione tributaria riguarda fin dall’origine l’intero ammontare dell’imposta riferita al periodo pluriennale.
