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Consumi energetici: l’ENEA traccia il quadro del 2025

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I consumi energetici in Italia si mostrano stabili, ma i prezzi restano elevati e la transizione rallenta, tra divari europei e nuove tensioni globali

Nel 2025, i consumi energetici in Italia sono rimasti invariati rispetto all’anno precedente. Ma dietro questa apparente stabilità si nasconde uno scenario molto più complesso, fatto di prezzi ancora elevati, transizione in rallentamento e nuove tensioni internazionali pronte a incidere sugli equilibri globali. È in questo contesto che si inseriscono gli ultimi dati sull’energia.

Secondo l’Analisi del sistema energetico italiano di ENEA, nel 2025 domanda ed emissioni restano sostanzialmente allineate ai livelli dell’anno precedente, replicando un andamento simile a quello registrato nell’Unione europea. Tuttavia, i costi dell’energia continuano a pesare: rispetto al periodo precedente alla crisi del 2022, il gas segna ancora un +70% e l’elettricità addirittura un +100%.

Sul fronte della transizione energetica, la crescita delle rinnovabili si limita a un modesto +1%, rimanendo ben lontana dagli obiettivi fissati dal PNIEC, con un divario del 20%. I primi segnali del 2026 indicano inoltre una lieve contrazione, con consumi ed emissioni di CO2 in calo dell’1%.

Analizzando il mix energetico, il gas registra un incremento del 2%, trainato da un inverno più rigido e da una maggiore domanda nel settore elettrico, pur restando inferiore del 14% rispetto alla media del periodo 2017-2022. Il petrolio si mantiene stabile nei trasporti ma arretra nella petrolchimica, mentre il carbone subisce un netto ridimensionamento (-16%), confermando un ruolo ormai marginale nella produzione elettrica. Le rinnovabili superano di poco il 20% dei consumi finali, lontane dal 25% previsto, con il fotovoltaico in forte espansione (+25%) e un peso crescente nella generazione elettrica.

Dal punto di vista dei settori, i trasporti mostrano un lieve aumento (+0,5%), mentre il comparto civile e la domanda elettrica restano invariati, segnalando un’elettrificazione ancora lenta. Sul piano dei prezzi, permane un significativo divario rispetto ad altri Paesi europei: l’elettricità in Italia raggiunge i 116 €/MWh, contro i 90 della Germania, i 65 della Spagna e i 61 della Francia. Anche il gas presenta differenziali in aumento rispetto al TTF.

Consumi energetici: stagnazione e nuova crisi

“Uno scenario energetico sostanzialmente immobile, che torna però oggi ad essere turbato da una nuova crisi energetica innescata dalla guerra in Iran e in particolare dal blocco dello stretto di Hormuz, attraverso cui transita oltre un quinto del petrolio mondiale e circa il 6% di greggio e il 9% di GNL diretto in Europa, con pesanti ricadute sui prezzi”.

ENEA evidenzia inoltre un rallentamento marcato nel percorso di decarbonizzazione: l’indice ISPRED registra un calo del 30%, mettendo in luce criticità strutturali. Per rispettare gli obiettivi al 2030 sarebbe necessario ridurre le emissioni del 6% all’anno nei prossimi cinque anni, ma il ritmo attuale appare insufficiente, soprattutto nel settore dei trasporti, dove le rinnovabili coprono appena il 10% rispetto al 15% atteso.

Segnali più positivi arrivano invece dal comparto delle tecnologie low carbon: il deficit commerciale scende sotto i 4 miliardi di euro. A trainare sono le esportazioni di veicoli ibridi plug-in, mentre resta negativo il saldo dei veicoli elettrici puri (-2,3 miliardi), delineando un miglioramento ancora parziale e concentrato in specifiche nicchie.