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Energie rinnovabili: quale rapporto con gli italiani?

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L’indagine sulle energie rinnovabili è stata promossa da Fondazione UniVerde e Società Geografica Italiana Onlus con la collaborazione di CITERA

Cosa ne pensano gli italiani delle energie rinnovabili? E qual è il loro grado di consapevolezza rispetto a queste tecnologie? Andiamo a scoprirlo grazie al 18° Rapporto “Gli italiani, il solare e la green economy”, realizzato dall’Osservatorio sul solare della Fondazione UniVerde e da Noto Sondaggi, i cui dati sono stati divulgati nel corso della web conference “Economia, salute, ambiente… o viceversa? Innovazione e rinnovabili per la salute del Pianeta e dell’Umanità”.

L’iniziativa è stata promossa dalla Fondazione UniVerde e dalla Società Geografica Italiana Onlus con la collaborazione di CITERA - Centro di Ricerca Interdisciplinare Territorio Edilizia Restauro Ambiente della Sapienza Università di Roma. Partners dell’evento: Renexia, Alboran Hydrogen, Maestri Costruttori.

Riassumiamo i principali dati del Rapporto

Si conferma, rispettivamente all’84% e all’83%, il campione che non ha dubbi sul fatto che il solare e l’eolico, rispetto a quella tradizionale, rappresentino l’energia più compatibile con l’ambiente. Il 90% ha la certezza che passare al solare oggi sia più sicuro.

Dal Rapporto emerge che il 71% è a conoscenza del fatto che, dal 2007, esiste in Italia un ecobonus per rendere più efficienti gli edifici e utilizzare energia che proviene da fonti rinnovabili, però senza mai beneficiarne.

La maggioranza degli intervistati si dimostra pronta ad installare pannelli fotovoltaici se si facilitasse l’autoconsumo e si eliminassero burocrazia e ostacoli. Il 70%, tuttavia, lo ritiene sia tecnicamente complesso (+ 20%) sia caro e difficile da gestire (+ 26%, rispetto alla precedente rilevazione).

In merito alla tipologia di impianti preferiti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, gli italiani pensano che si dovrebbe ricorrere sia a piccoli che grandi impianti (79%), piccoli impianti distribuiti di tipo familiare o per piccole unità (69%), grandi impianti che producono energia per interi quartieri, industrie e città (65%). I grandi impianti solari dovrebbero essere dislocati: sulla copertura di grandi edifici, come centri commerciali e stazioni ferroviarie (85%), a terra ma solo in aree non agricole e senza valori naturalistici (60%). Per quanto riguarda invece la messa in opera di grandi impianti eolici, questa dovrebbe essere dislocata: sulle colline e nelle aree vocate ma con attenzione al paesaggio (80%), a mare ma lontani e invisibili dalla costa (68%).

In merito alla transizione energetica, solo il 30% del campione è a conoscenza che l’UE punta sull’idrogeno verde come elemento essenziale, ma per l’86% sarebbe importante per l’Italia incentivare questa innovazione.