Preventivo Casa in Legno
  1. Home
  2. Notizie e Mercato
  3. Geotermia: dall’ENEA un umpianto innovativo

Geotermia: dall’ENEA un umpianto innovativo

di
lignius, case in legno, case prefabbricate in legno, geotermia, enea, geotermico
5,0/5
votato da 1 persone
La gotermia può realmente migliorare l'efficienza della climatizzazione degli edifici. Scopriamo u dettagli di una soluzione innovativa sviluppata dall’ENEA

La geotermia si conferma una delle tecnologie più promettenti per rendere gli edifici più efficienti e ridurre i consumi energetici. L'ultima sperimentazione realizzata da ENEA punta a sfruttare il calore naturale del sottosuolo con una soluzione innovativa che potrebbe aprire nuove opportunità per la climatizzazione sostenibile. Ecco come funziona il progetto e quali prospettive potrebbe offrire al settore.

Al Centro Ricerche Casaccia di Roma, ENEA ha sviluppato un impianto geotermico sperimentale dedicato al riscaldamento e al raffrescamento degli edifici. L'iniziativa rientra nelle attività della Ricerca di Sistema Elettrico promossa dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e combina l'energia del sottosuolo con una pompa di calore di nuova generazione, progettata per utilizzare sia il terreno sia l'aria come sorgente termica.

Geotermia: i dettagli sull’impianto firmato ENEA

Il sistema sfrutta il calore geotermico a bassa entalpia, cioè a temperature inferiori ai 90 °C, attraverso quattro pozzi di profondità differenti, dotati di sonde geotermiche e sensori in fibra ottica per il monitoraggio delle prestazioni.

"A differenza di altre fonti di energia rinnovabile che dipendono da condizioni meteorologiche variabili, la geotermia offre una continuità che la rende ideale per garantire una fornitura stabile e continua di energia", evidenzia Anna Carmela Violante, ricercatrice del dipartimento ENEA-TERIN. "Inoltre, la tecnologia geotermica può contribuire a ridurre la dipendenza dalle importazioni di energia e di materiali".

Tra gli elementi distintivi del progetto c'è anche l'efficienza del sistema. "La stabilità termica della sorgente o del pozzo di calore è fondamentale per garantire efficienze elevate delle pompe di calore", spiega Raniero Trinchieri, ricercatore ENEA-TERIN.

L'Italia occupa già una posizione di primo piano nel settore, con circa 916 MW di potenza geotermoelettrica installata e una produzione annua di 5,7 TWh, concentrata prevalentemente in Toscana. Per gli impieghi diretti del calore geotermico sono disponibili inoltre circa 1.316 MWth, utilizzati soprattutto per il riscaldamento, le attività termali, l'agricoltura e gli impianti a bassa entalpia.

Secondo Simona De Iuliis, responsabile della Sezione supporto strategico di ENEA-TERIN, il potenziale della risorsa resta ancora in gran parte inutilizzato: "La geotermia è considerata un 'gigante dormiente'. Se solo sfruttassimo il 2% di quel potenziale nei primi 5 km di profondità, la geotermia potrebbe coprire fino al 10% della produzione elettrica prevista per il 2050".

La ricerca proseguirà con lo sviluppo di un sistema ibrido che integrerà geotermia a bassa entalpia e solare termico, con l'obiettivo di sperimentare nuove tecniche di accumulo del calore nel sottosuolo e favorire una maggiore diffusione di questa tecnologia.